lunedì 11 marzo 2019

Gli errori del movimento. Fretta e violenza



Fretta e violenza sono sempre errori fatali, perché la sconfitta è certa. Perché quando le giuste rivendicazioni si connotano di impazienza e violenza i sostenitori si smarriscono. Perché fretta e violenza scatenano paura, e la paura porta, nella migliore delle ipotesi, a disapprovazione e rifiuto. 

E questo meccanismo psicologico è ben conosciuto, soprattutto per gli effetti che ha sulla società civile, anche da tutti i servizi segreti del mondo. Errore che viene quindi, se non commesso spontaneamente dagli aderenti ai movimenti, indotto dagli apparati militari con specifici protocolli.



sabato 9 febbraio 2019

Falsi bersagli e utili idioti



Chi ci dà in pasto slogan, frasi fatte, chi ci martella con la propaganda più feroce, non solo ci vuole ingannare e manipolare ma, fondamentalmente, ci disprezza, considerandoci "Utili idioti".









"La...costruzione di partiti, movimenti, gruppi o organizzazioni di tipo diverso in cui radunare degli «utili idioti» che si agitino, creando situazioni e stati d’animo senz’altro artificiosi... 

Non importa neppure che gli «utili idioti» credano nelle idee a cui giovano…. Possono svolgere la loro funzione per fede, oppure per una qualche convenienza, specificatamente per danaro, o per idiozia pura e semplice. In quest’ultimo caso rientrano anche coloro che sono «utili idioti» senza saperlo, divenuti cioè uomini arma inconsci. A chi muove i fili … basta che si agitino secondo il piano generale (che nella massima parte dei casi non conoscono).

La propaganda non deve basarsi sul ragionamento ma deve colpire attraverso elementi irrazionali, inconsci. Da qui la necessità di preferire al ragionamento, lo slogan, il simbolo, qualcosa che evochi concetti ed esigenze elementari strettamente connesse alla natura dell’uomo o del gruppo interessato…. Tutte le altre elucubrazioni più o meno intellettualistiche non hanno importanza, perché la massa le dimentica ancora prima di averle apprese, come tutte le cose troppo logiche o troppo difficili.. "(1).

1. Guido Giannettini, Tecniche della guerra rivoluzionaria, Roma, I gialli politici, 1965, pp. 52-53.

domenica 3 febbraio 2019

GLI STESSI ERRORI. IERI E OGGI




Ieri e oggi, le stesse manipolazioni e gli stessi inganni portati avanti dalla peggiore propaganda.

In questo video la dimostrazione di quanto sia facile prenderci in giro facendo leva sulle nostre debolezze. La dimostrazione di come si commettano sempre gli stessi errori e si cada sempre nelle stesse ciniche manipolazioni messe in atto dalla peggiore propaganda portata avanti da persone irresponsabili.





E il meccanismo messo in atto da questi irresponsabili è sempre lo stesso: «È sempre dal caos che essi traggono la propria legittimità di protettori del «Noi» e tutti fanno leva sulle stesse corde psico-affettive (paura-risentimenti-frustrazione)»[1].

Una volta individuato e/o creato il «nemico», questi folli chiamano alla violenza pubblica come legittima difesa nei confronti di coloro che sono designati come responsabili della crisi («Non abbiamo scelta – dice – siamo costretti a difenderci contro questa gente. È una questione di identità: ne va della nostra sopravvivenza»[2]) e sviluppano nei loro confronti un linguaggio e degli atteggiamenti che mirano a svalutarli come esseri umani: «...Quando un leader mosso da tali intenzioni accede alle più alte responsabilità dello Stato una tappa cruciale è superata, si ha legittimazione politica di quello che non era altro che un discorso di protesta (recuperando le paure e le frustrazioni sociali) e che diventa ormai strategia di governo. Giunti al potere sono convinti di avere una vocazione. Si attribuiscono un aspetto di profeti obbligati a compiere ciò che hanno annunciato»[3] e, per la popolazione, inizia la “discesa verso l’inferno.




[1] J.Semelin, Purificare e distruggere. Usi politici dei massacri e dei genocidi. Einaudi, 2007.
[2] Ibidem
[3] Ibidem

lunedì 21 gennaio 2019

Massimo Cacciari VS Giulia Buongiorno. Facciamo un po' di chiarezza ... anche sui sindaci






Da giorni gira il video dell’incontro/scontro avvenuto sulla 7 ad Otto e mezzo (08 gennaio 2019) tra il filosofo Massimo Cacciari e il ministro Giulia Buongiorno.

Questo scontro, evidenziato da molti, è stato variamente interpretato.

Dal momento che ritengo lo scambio sia stato interpretato da molti in maniera non corretta - purtroppo anche da figure istituzionali – ritengo importante fare un po’ di chiarezza, perché dietro quello scontro c’è il nostro mondo, la nostra storia, le nostre tragedie e le nostre conquiste.





venerdì 16 febbraio 2018

Europa e immigrazione. Come si costruisce il nemico







Europa e immigrazione. Come si costruisce il nemico.

1. L’unione oggi. 2. L’unione ieri. 3. Il nazionalismo. 4. Come si costruisce il nemico. 5. Quando il nemico diventa strumento politico.

Premessa. 

Per capire fatti di oggi (l’immigrazione e la reazione xenofoba, la crisi economica, il ritorno del nazionalismo a fronte di un’Europa che avanza sempre più facendo perdere fette di sovranità ai vari stati) occorre avere non solo il quadro d’insieme, ma anche il quadro degli eventi del passato, per capire come la storia si ripeta con modalità sempre identiche.

1.      L’Unione oggi.

È il 13 dicembre 2007 quando a Lisbona viene firmato il Trattato che istituisce l’Unione Europea.

Il progetto, il sogno di un nuovo ordine che serva a regolare i conflitti e distribuire equamente le ricchezze tra le nazioni perché non si debbano più ripetere gli orrori e le stragi del passato, pare raggiunto. A più di 50 anni dal primo passo, dalla nascita della CEE, l’Europa è finalmente unita.

Eppure, sin da subito, sono in molti a rilevare come l’Unione Europea appena nata abbia ben poco in comune con il progetto europeo originario[1], mentre insigni economisti, tra cui due premi Nobel[2], avvertono dei pericoli che quell’unione meramente valutaria[3] e fondata sulla «libera concorrenza senza distorsioni», ovvero: «quel libero mercato in cui chi è più forte, in termini commerciali, è libero di annientare il più debole», rappresenta per il futuro dell’Europa. Ma la loro voce resta inascoltata, e l’8 agosto del 2008 il Parlamento italiano ratifica il Trattato e l’Italia è tra i paesi fondatori, ma per lo storico evento, il più rilevante dopo l’Unità d’Italia, nessun festeggiamento, la nuova Europa sembra senz’anima...


domenica 22 ottobre 2017

CARTA DI BARI PER LA DIFESA DELLE FONTI D’ACQUA





 RETE A DIFESA DELLE FONTI DACQUA
DEL MEZZOGIORNO DITALIA



BARI, 07 ottobre 2017

Casa dei Missionari Comboniani Via Giulio Petroni,101, Bari







CARTA DI BARI


PER LA DIFESA DELLE FONTI D’ACQUA

del Mezzogiorno d’Italia




Bari, 7 ottobre 2017



Noi tutti, aderenti alla Rete per la Difesa delle Fonti d’Acqua del Mezzogiorno d’Italia,

DICHIARIAMO

che il riconoscimento concreto del diritto all'acqua è un obiettivo imprescindibile del presente e del prossimo futuro. E siamo determinati a perseguirlo.

PREMESSO


che nel luglio del 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta la Risoluzione 64/92, che riconosce l’accesso a un’acqua sicura e pulita e all'igiene come diritto umano.
La Risoluzione è stata approvata con 122 voti favorevoli, nessun contrario e 41 astenuti. Tra i Paesi che hanno approvato la decisione, troviamo essenzialmente i Paesi impoveriti. Gli astenuti, invece, sono la maggior parte dei Paesi geograficamente europei o politicamente affini, nonché Paesi di indubbio rilievo economico e politico su scala internazionale quali gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito e il Giappone, tutti componenti del G7.
Riconoscere concretamente il diritto all'acqua, senza il sostegno dei Paesi che esercitano una grande influenza sul piano globale, appare assai arduo.
Nel corso del 2013 la terza Commissione delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità un documento da sottoporre all'Assemblea Generale per riaffermare la Risoluzione del 2010, e l’Agenda degli Obiettivi sostenibili post 2015 che programma la concretizzazione del diritto umano all'acqua e ai servizi igienico- sanitari.

venerdì 20 ottobre 2017

DIRITTO ALL'ACQUA




CONSIGLIO  NAZIONALE  FORENSE
PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA



REGOLE DELLACQUA
REGOLE PER LA VITA



Primo Forum Internazionale 27-28 settembre 2017 MILANO  -  ITALIA


Sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7








DIRITTO ALL’ACQUA



  DIRITTO ALL’ACQUA


LA NUOVA GENERAZIONE DEI DIRITTI


LA RISOLUZIONE SUL DIRITTO ALL’ACQUA

L’AGENDA 2030

CINQUE PROPOSTE





DIRITTO ALL’ACQUA[1]




Il riconoscimento concreto del diritto all’acqua è un obiettivo imprescindibile del prossimo futuro. Siamo determinati a perseguirlo.[2]

Gli Accordi internazionali, le Risoluzioni, i Trattati esprimono la visione politica dei paesi che li approvano. La legislazione internazionale talvolta è incerta, poiché nasce dal rapporto di forze tra soggetti di varia natura e con diverso orientamento. [3]

Cosicc l’attuale legislazione ambientale si fonda su una visione essenzialmente antropocentrica ed economica[4], che si contrappone a un approccio ecocentrico[5], con al centro ci i diritti della natura.[6]

LA NUOVA GENERAZIONE DEI DIRITTI




Il carico antropico crescente, l’impatto dellazione umana sul pianeta e l’ipersfruttamento delle risorse impongono una riflessione sulla compatibilità delle soluzioni adottate sino ad ora con la sopravvivenza della specie umana sul pianeta.

La difesa dei diritti dell’uomo è divenuta, nella modernità, la difesa dei diritti della natura. Il pianeta sopporte l’uomo se l’uomo sopporte di rinunciare alla propria supremazia sull’ambiente.  Una produzione normativa chiara, che guardi oltre, che si ponga a garanzia di una visione ecosistemica, deve fondarsi sulle antiche conoscenze, tradotte sino all’attualità dalle popolazioni indigene, piuttosto che sulle esperienze maturate dai Movimenti popolari.[7] Una svolta epocale, che stravolge radicalmente il modo di proporre soluzioni, che pone in campo nuovi interlocutori e i valori di cui sono portatori.  Una nuova visione per una nuova generazione di diritti nella quale gli elementi della natura sono soggetti del diritto e non semplicemente risorse al servizio dell’uomo.